Questo motto significa letteralmente “Il lavoro rende liberi” ed era posto all’ingresso di alcuni dei maggiori Lager nazisti; ad Auschwitz1 si trovava sopra il cancello d’ingresso, a Dachau sul cancello stesso. Probabilmente l’intento di questo motto era di natura “rieducativa” anche se, di fatto, esso costituiva un’amara illusione per i deportati.